La Posavina canta e piange L’universo musicale dei profughi croati della Posavina bosniaca

17.09.17

La storia dei Croati della Posavina Bosniaca, attraverso l’espressione di un ricco universo musicale. Dal remoto incontro con la cultura ottomana, al radicamento di una vivace tradizione popolare, sino alla recente e drammatica esperienza della diaspora.

HKUD Ticino
La Posavina canta e piange
L’universo musicale dei profughi croati della Posavina bosniaca

 

  • Ore 12.15: danza del kolo sul sagrato della chiesa parrocchiale al termine della messa festiva
  • Ore 15.30-17.30: concerto presso il Salone San Giuseppe

La Posavina bosniaca è una regione culturale situata nel lembo nordorientale della Bosnia, addossata al tratto del fiume Sava che oggi demarca la linea di separazione con la Croazia. La popolazione di etnia croata e fede cattolica può vantare una presenza plurisecolare nel panorama multietnico della Bosnia ed Erzegovina. Così in Posavina una vasta collettività di Croati visse pacificamente a fianco di Serbi e Musulmani per lungo tempo. L’equilibrio si ruppe allo scoppio delle guerre negli anni ’90 del secolo scorso e di fronte al crollo di tutta la Jugoslava federale. Allora una moltitudine di Croati dovette abbandonare la terra martoriata di Posavina e si innescò un processo di diaspora verso altri paesi europei ed extraeuropei.
Alle perdite umane e materiali i Croati di Posavina seppero resistere con il mantenimento dell’unico bene vitale e trasferibile: la musica. Si tratta di un mondo sonoro davvero particolare, che reca in sé le tracce di una realtà di frontiera e di secoli di storia: dal legame con l’Occidente emergente nella presenza del violino, all’influenza durevole dei dominatori ottomani, evidente nell’uso del liuto orientale šargija.
L’HKUD TICINO, ossia l’Associazione Artistico-Culturale Croata del Canton Ticino è una realtà rappresentativa di quel massiccio processo diasporico innescato dai conflitti nei Balcani e dalla dissoluzione dell’ex Jugoslavia. L’organizzazione, fondata nel 2009, dopo il superamento dei problemi di nuovo insediamento in territorio svizzero, è nata con l’intento di garantire alla collettività di emigrati il mantenimento degli originari tratti culturali e identitari. Il gruppo di suonatori cantori e danzatori presenterà per la prima volta al pubblico italiano le pratiche musicali in uso nella vita della comunità: la danza dei kola, in cerchio e in nuove coreografie, accanto ai canti lirici di coppia con accompagnamento di šargija e violino.


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